La Ginga di Pelè: il "Bel Gioco" come il "Bel Canto"

Aggiornato il: mag 15


Chi di voi conosce Pele’? Definirla una domanda retorica e’ un eufemismo vero? Ma quanti di voi conoscono la Ginga?


La Ginga e’ un metodo di combattimemto. E’ la triade composta da difesa, attaco e acrobazia a suon di musica. Nacque tra gli schiavi africani deportati in Brasile dai colonizzatori portoghesi. La leggenda narra che dissimulassero con la danza , gli allenamenti per il combattimento e successivamente quando la Ginga fu ufficialmente vietata, venne perpetrata all'interno del calcio.


Pelè giocava praticando la Ginga. E quando si avvicinò al calcio professionistico, il mister gli contestò lo stile definendolo “primitivo”. Si sentiva inadeguato Pelè, perchè non riusciva a giocare come gli altri. Ci pensate? E il “dramma” stava nel fatto che il mister aveva ragione!!!! Si! Pelè era primitivo e diverso.


La rovesciata acrobatica di Pelè nel film "Fuga per la Vittoria"

Beh la storia ci racconta di questo Pelè , che con la sua Ginga primitiva e impopolare, vinse ben tre coppe del mondo e da allora quello stile fu definito il “ Bel gioco”.


Non mi intendo di calcio. Ma vorrei chiedere agli esperti del settore ... “ Quanti di voi conoscono la Ginga? “ Io ho provato a chiedere ad alcuni sfegatati del ramo calcistico , di quelli che ricordano, calciatori , date e goal ...ma la Ginga no... quella nn la conoscono.


Il “Bel gioco” dimenticato come “Il belcanto”? Certo!

Perche’? Ma perche’ e’ primitivo e impopolare! Ovvio!

Stessa sorte del Belcanto, seppellito dai più moderni non meglio compresi dettagli scientifici sulla tecnica vocale.


La parola Bel Canto fu coniata da Giulio Caccini nel lontano secolo XVII. Era la triade: voce, musica e parole.


Beniamino Gigli, cantante Italiano famoso in tutto il mondo

Molti oggi confondono il belcanto con lo stile assunto da alcuni degli attuali interpreti lirici, che non rispecchiano affatto i dettami della tradizione. Il belcanto fu la scuola della meccanica vocale. Riguardava l’uso nobile e naturale dello strumento voce, per esprimere al meglio i più intimi e reconditi sentimenti della tragedia operistica. E non si trattava di metter su vocette, ne falsi vocioni. Era il recitar cantando o il cantar parlando. La declamazione messa in musica. I primi furono persone della risma di Pele... erano contadini, mercanti e scaricatori di porto. Poi seguiti dai “raffinatori” che ebbero l’opportunità di praticare la tecnica all’interno dei cori clericali della Schola Cantorum, messa a disposizioni di coloro che non potevano permettersi il maestro. Tra questi ricordiamo Beniamino Gigli che era figlio di un calzolaio.

Ora nn si sa perchè, si assiste allo sfacelo. Ci siamo inventati che sono importanti musica e parole, per colmare il vuoto delle voci mancanti. Ma il Belcanto è una triade inscindibile come la Ginga, e se manca la voce, musica e parole nn vengono fuori.

La modernità ha soppiantato ciò che già funzionava in nome del rinnovamento. La scienza moderna, acclamata dagli odierni maestri di canto come l’antesignano del progresso , ha finito per essere il baluardo dell’omologazione.

Il canto non e’ un’equazione matematica. Non si misura con uno spettrogramma. Le tradizioni , non solo in ambito musicale, avevano in se delle verità vitali spesso mal spiegate, ma che nulla toglievano all’efficienza pratica dei loro enunciati.


Il “Bel gioco” di Pelè vinse tre mondiali. Il Brasile dopo di lui tornò a vincere solo 24 anni più tardi. Forse loro hanno dimenticato il “Bel gioco” della Ginga come noi abbiamo dimenticato il “Bel Canto”.

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